Chi l’ha vista? Alla ricerca della verità

Chi l'ha vista? Alla ricerca della verità

Alla ricerca della verità

Il tema che abbiamo affrontato insieme a tanti ragazzi che hanno partecipato alla prima serata di SoulFood del 21 novembre è forse uno dei più difficili e delicati che il nostro essere umani si pone da risolvere: la verità. Una parola che già solamente quando viene detta quasi ci spaventa perché assume una sfumatura quasi di giudizio nel quale ognuno di noi si sente chiamato in causa. Ma nel corso della serata abbiamo visto come in realtà questa parola non ha nulla in sé di spaventoso se viene accolta e fatta propria.

In queste ultime settimane sicuramente avrete acceso la tv o la radio ed ascoltato il nuovo brano di Vasco Rossi che potremmo definire un po’ filosofico e che era stato annunciato già qualche mese fa. Il titolo è “La verità” appunto, tema che Vasco affronta con il suo inconfondibile stile rock un po’ più morbido negli ultimi tempi e con la sua voce roca e pastosa.

La canzone di Vasco Rossi

Sono tre minuti e mezzo di provocazioni, metafore esagerate volutamente forzate per rispondere al clima di confusione che caratterizza questi tempi. La verità contro le fake news che impazzano, contro i social, contro la propaganda imperante.

«La verità arriva quando vuole, la verità non ha bisogno mai di scuse, la verità è fatale, la verità è che tutti possono sbagliare, devi sapere da che parte stare, la verità fa male», canta Vasco scoperchiando in qualche modo il vaso di pandora delle menzogne e delle false credenze: «Tutti pronti a crederci al primo che lo sa, per continuare a chiederci dov’è, com’è che si veste, quanto costa, che cos’è, che faccia ha?»

Queste parole di Vasco sono state l’inizio di una provocazione che è durata tutta la serata e che mirava a dare spazio alle “fiamme di fuoco” che ardono costantemente nel nostro cuore e che non riusciamo mai a spegnere definitivamente.

Che cos’è la verità?

Se ci pensiamo bene non è una domanda che riguarda solamente quei pensierosi filosofi del passato che passavano ore a cercare di dare una risposta a turbamenti interiori che però veniva subito confutata dal pensiero di illuminati successivi. Non riguarda solo il passato o solo persone riflessive. Riguarda me, te come esseri umani. La verità: cos’è, dove la posso trovare, è una o è personale, è assoluta o varia nel tempo… quante cose ci possiamo chiedere su questo argomento, che non è tanto un qualcosa di etereo ma che è costantemente presente nella nostra vita quotidiana.

Tornando a Vasco, per esempio, egli con questa canzone ha denunciato quelle che sono le fake news, ovvero quegli articoli che presentano informazioni inventate, ingannevoli, create per disinformare e rendere virali le bufale attraverso internet (social media principalmente). Ma se ci pensiamo bene in realtà solo poche cose che incontriamo quotidianamente possono essere definite vere.

Chi ci dice per esempio che effettivamente quel determinato prodotto è bio, chi ci assicura che i soldi che abbiamo donato in beneficienza sono destinati a costruire un bel progetto per i più bisognosi? Cosa ci rende sicuri di ciò? Niente, possiamo forse informarci un po’ di più sulle situazioni, o forse semplicemente fidarci di ciò che ci viene presentato.

Esiste, oggi, la verità?

Se chiediamo ad alcuni giovani di oggi se esiste per loro la verità, ci rendiamo conto che ciò che emerge in generale è che è difficile trovare verità, cioè una solida consapevolezza propria che in qualche modo è in grado di adattarsi e esplicare ciò che viviamo quotidianamente. È difficile trovarne una che sia valida per tutti e sempre, cioè la verità. Come dice Vasco nella canzone già citata, “la verità è che ce n’è sempre una migliore“.

Questa non è necessariamente una cosa negativa. Più volte nel corso della storia nuove verità hanno soppiantato quelle precedenti perché nel frattempo qualcosa è cambiato nel mondo: nuove idee, nuove mentalità, nuove tecnologie portano senz’altro alla scoperta e alla considerazione di nuovi punti di vista illuminanti. In questi casi è da lodare la fermezza e decisione con cui diversi personaggi del passato abbiano fatto la storia nel momento in cui, nonostante le avversità, hanno fermamente creduto nella loro verità a cui comunque erano arrivati con basi fondate.

Pensiamo per esempio a Cristoforo Colombo: se non avesse perseguito quel senso di vero che sentiva dentro, nonostante questa fosse in disaccordo con il credere comune, non avrebbe mai fatto una delle scoperte più importanti che la storia ricorda. E questo ci fa capire quanto è importante credere in una propria verità anche se non la sentiamo condivisa.

Filosofia e ricerca

Torniamo a chiederci che cos’è. Tutta la storia della filosofia non ha fatto altro che tentare di cercare e spiegare quella che è la verità della vita, i segreti che la costituiscono e le leggi nascoste che la regolano. La cercavano nel mondo che li circondava, ne cercavano che spiegasse la logica della realtà. Una volta che pensavano di averla trovata, ecco che i filosofi, in particolare Hegel, si immedesimavano in essa, presentandosi al mondo come l’unica e ultima verità.

Ognuno di essi pensa di avere la verità in tasca, di aver detto tutto il possibile sulla vita e sulla natura tanto da arrivare a credere di essere la verità. Ma se ci fermiamo un attimo possiamo intuire che se andiamo avanti così non riusciremo mai a trovare la Verità perché ci sarà sempre qualcun’altro a proporre, o peggio, a imporre la propria su quella degli altri. Bisogna quindi forse capire che la Verità è un qualcosa che è oltre di noi e nonostante noi.  Deve esistere anche se crollano le persone che la sostengono perché è un qualcosa di indipendente e di autonomo.

Il teorema d’incompletezza

Proprio perché è oltre noi, spesso capita che non possa essere dimostrata, o perché non ne siamo in grado, o proprio perché non possediamo i criteri e mezzi per approcciarci con la sua vera natura. E pensate un po’, questa impossibilità di dimostrare la verità è affermata anche dalla scienza più oggettiva e razionale che è la matematica. Uno dei più grandi matematici del secolo scorso, Kurt Godel, nell’esplicare il suo Teorema d’incompletezza della matematica, afferma che c’è una netta discrepanza tra ciò che è vero e ciò che è dimostrabile: non tutto ciò che è vero è dimostrabile. Possiamo quindi dire che una verità per essere tale in realtà non deve essere dimostrata, o meglio, l’esistenza di una dimostrazione non è il criterio per delineare una verità.

Dall’analisi dei vari spunti e punti di vista che abbiamo analizzato, però, ci rendiamo conto che in realtà la questione rimane ancora irrisolta. Chi ha visto la verità? E tu hai trovato la tua verità?

Chiara

One thought on “Chi l’ha vista? Alla ricerca della verità

  1. Aldila’ di quale possa essere la verita’ e la sua definizione , credo che comunque va inseguita e come dice la canzone di Vasco Rossi “la verita’ si sposa” .

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