Nessuno poteva bastare a se stesso

Liberazione è vicina

Da tempo eravamo con lui

Nel nostro essere discepoli molte volte, nel corso del tempo, avevamo ascoltato le sue predicazioni ed eravamo stati testimoni degli innumerevoli miracoli. Da tempo, ormai, lo seguivamo in lungo e largo per la regione della Galilea, incontrando di volta in volta, grandi folle che si accalcavano intorno a noi, desiderose di vederlo.

Qualcuno, quasi sempre infermo, non di rado, trovava il coraggio di gridare a gran voce e implorare il suo aiuto; così, per tante volte, ci capitò di assistere sempre con rinnovata sorpresa, alla guarigione di ciechi, zoppi e lebbrosi. Altre volte, stupidamente, tentavamo di allontanare da lui tutti coloro che in modo sfacciato e senza troppe cerimonie, avanzavano pretese di ogni sorta. Scandalizzati dall’irruenza dei sofferenti, venivamo rimproverati per aver guardato troppo duramente quei nostri fratelli, che non desideravamo nient’altro che essere amati per ciò che erano, come lui aveva amato noi nelle nostre miserie.

Quel giorno, però, mi accorsi dell’atmosfera strana che si era creata. La nostra marcia proseguiva silenziosamente. Camminavamo a testa bassa e nessuno osava parlare; il volto del Maestro era particolarmente serio e il suo sguardo, solitamente comprensivo, aveva ceduto il posto a un’espressione pensierosa, come se la sua mente vagasse lontana e guardasse a un futuro incerto e nebuloso.

Vedranno il Figlio dell’uomo nella Gloria

D’improvviso Gesù si fermò e guardò negli occhi ognuno di noi; smarriti ci guardavamo l’un l’altro per capire cosa stesse succedendo. Egli, allora, disse serio: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti”. Quelle parole giunsero alle mie orecchie con una forza inaudita.

Spaventati, continuavamo a chiederci di quali segni stesse parlando; nessuno aveva il coraggio di proferire parola. Gesù, riprese: “Gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria”.

Presi dal terrore, cominciammo ad agitarci; perché spaventarci così? Perché pronunciare quelle parole così dure? Dov’era finita la sua misericordia? Agitato, muovevo freneticamente i piedi, restando comunque fermo al mio posto; nella mia mente cominciarono a materializzarsi immagini di sanguinose battaglie, poi d’un tratto cominciai a chiedermi che forma avessero le potenze dei cieli. Cosa ci attendeva? Verso cosa ci stavamo dirigendo con nostro continuo camminare?

D’un tratto, però, incurante dell’ansia dalla quale eravamo stati presi, l’espressione di Gesù si distese e si fece più dolce. Guardò, ancora una volta, nel profondo di ognuno di noi e disse: “Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. A quelle parole, il nostro cuore fu risollevato, anche se nessuno osava parlare; le rughe sulla mia fronte si distesero e sul volto mi si dipinse un’espressione sorpresa. Tante volte avevamo ascoltato le sue parabole e, anche se a fatica, avevamo accolto il suo volere; stavolta, però, quelle parole pur rincuorandoci avevano fatto scaturire in noi mille dubbi e mille domande. Di quale liberazione stava parlando? E perché quella liberazione era vicina?

Vegliate in ogni momento

Gesù continuava a fissarci; dopo poco, riprese: “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra”. Ecco dunque, il Signore non si stava prendendo gioco di noi; quelle parole, infatti, erano state pronunciate per metterci in guardia. Non era difficile, in fondo, che chiunque di noi potesse perdersi nelle occupazioni quotidiane, presi com’eravamo dai buoni propositi ma incapaci, senza di lui, di mantenerli. Al contrario, spesso, molti di noi avevano smarrito la strada dietro a cose inutili e prive di senso; Gesù, da buon pastore, era sempre tornato a recuperare chi era rimasto indietro. Io, per primo, avevo la cattiva abitudine di provare a incastrare le parole del Maestro dentro i miei rassicuranti schemi mentali, tenuti in piedi da molta teoria e poca pratica.

Poi disse, ancora: “Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”. A quel punto, tutto fu chiaro. Egli ci stava chiamando, ancora una volta, a non abbatterci. Anche se nessuno di noi sapeva esattamente di quali segni stesse parlando, sapevamo con certezza che non saremmo stati soli; egli, infatti, ci aveva fornito, con poche parole, l’arma con cui avremmo dovuto affrontare quella battaglia: la preghiera. Sapevo, in qualche modo, che tutto quello che mi stava disorientando, al momento opportuno si sarebbe rivelato come lo strumento per la mia e per la nostra salvezza. Nessuno di noi, avrebbe sopportato il peso di quello che ci aspettava, se non ci fosse stata fornita quell’armatura indistruttibile. Dovevamo pregare e dovevamo farlo per chiedere un’instancabile forza.

Nessuno basta a se stesso

Nessuno poteva bastare a se stesso: tutti avevamo bisogno di Lui e solo attraverso la preghiera avremmo alimentato la pazienza e la perseveranza, necessarie per affrontare le avversità. Dovevamo restare svegli, essere presenti a noi stessi e con l’aiuto di Gesù imparare a leggere i segni che si sarebbero manifestati. Sapevamo, ormai da tempo, che seguire Gesù ci avrebbe portato a vivere controcorrente; il suo messaggio non era quello del mondo e tutti noi ne eravamo consapevoli. A noi, infatti, restava la scelta della direzione da prendere; da uomini liberi, solo noi avremmo potuto decidere da che parte stare, consapevoli che nel momento più buio, Gesù non ci avrebbe abbandonato.


Dal Vangelo di Luca (Lc 21, 25-28.34-36)

25 Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26 mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. 34 State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; 35 come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36 Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

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