La causa prima

Causa Prima

Il significato dell’esistenza. Avere uno scopo. Un perché. Cause, e conseguenze. Dove stiamo andando?
Per qualsiasi nostro gesto le domande si affastellano una sopra l’altra: il perché delle nostre azioni è cristallino eppure confuso. Il nostro desiderio è un desiderio di finalità, di senso, ma che ci svincoli da responsabilità, da ogni conseguenza. Se il caos fosse la regola del mondo, tutto sarebbe giustificato. Se il nulla fosse il principio, la fine, la prima causa, niente avrebbe motivo di esistere, quindi perché impegnarsi?
Così va il mondo. Nell’oblio, in fondo, regna una pace tombale. Una morte tranquilla. E tutto, alla fine, sarebbe vano.

Georges Edouard Lemaître, un fisico, astronomo, presbitero gesuita belga, fu il primo a capire che lo spostamento verso il rosso della luce delle stelle era la prova dell’espansione dell’universo e a proporre la relazione di proporzionalità fra la distanza delle galassie e la loro velocità di recessione, poi confermata da osservazioni sperimentali con la legge di Hubble. Nel 1927 pubblicò l’ipotesi dell’atomo primigenio, oggi nota come teoria del Big Bang. La teoria del Big Bang è oggi condivisa dalla comunità scientifica come verità storica. L’inizio, la prima causa.
Ma la domanda continua a permanere. Immutata. E prima ancora? Lo scopo? Il nostro scopo? Il senso ultimo? Qual è? Il nulla? Il Nulla?
Nemmeno George lo sapeva. Eppure, continuava ad agire.

Perché facciamo tutto quello che facciamo anche se non vi è alcun senso nella nostra presenza sulla terra? Perché tutto il bello del mondo deve finire nel silenzio?
Può essere veramente il Nulla, l’origine del mondo e il motivo del nostro vivere? La verità storica del nostro universo?

Luca, Nato ad Antiochia, in Siria, poco meno di duemila anni fa, parla di Gesù di Nazaret, e della sua predicazione in Galilea. Le fonti che testimoniano l’esistenza di Gesù esulano dai Vangeli dell’Nuovo Testamento, e includono gli scritti di diversi pensatori, tra i quali il laico Giuseppe Flavio, che così descrive l’uomo:

“In questo tempo viveva un uomo saggio che si chiamava Gesù, e la sua condotta era irreprensibile, ed era conosciuto come un uomo virtuoso. E molti fra i Giudei e le altre nazioni divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò a essere crocifisso e morire. E quelli che erano divenuti suoi discepoli non abbandonarono la propria lealtà per lui. Essi raccontarono che egli era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione, e che egli era vivo. Di conseguenza essi credevano che egli fosse il Messia, di cui i Profeti avevano raccontato le meraviglie.”

Gesù è realtà storica, come il Big Bang. La sua presenza sconvolge la storia dell’umanità tutta. Luca racconta che Gesù torno a Nazaret quando aveva trent’anni, ed entrato nella sinagoga del paese, lesse il seguente passo, tratto da uno dei rotoli del profeta Isaia:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolto il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente, sedette, e dopo alcuni secondi disse:

«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Con queste parole Gesù testimoniava che in quel momento era iniziato l’Anno di Grazia del Signore. Con queste parole Gesù testimoniava che non il Nulla, ma l’Amore, è l’inizio e la fine di ogni cosa. Che l’Amore è la prima causa.

Per ogni causa vi sono conseguenze, e per ogni conseguenza l’uomo è chiamato a decidere. Se l’Amore è la verità storica che lega la nostra esistenza, qual è a responsabilità delle nostre azioni? Perché agiamo?

Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato. E il mondo non va più verso l’oblio, verso la morte silenziosa che tutto annega.
Il mondo va verso un abbraccio di Padre. Una vita piena. Il mondo va verso l’amore. E tutto, alla fine, non sarà vano.


Dal Vangelo di Luca (Lc 1,1-4.4,14-21)

1 Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, 2 come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, 3 così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, 4 perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. 14 Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15 Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.
16 Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. 17 Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
18 Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
19 e predicare un anno di grazia del Signore.
20 Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. 21 Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».



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