Vita da mare: vita d’amare

Vita da mare vita da amare

Per alcune persone il mare rappresenta la vita.

Per me, che vengo da una città di pescatori, il mare rappresenta la mia casa. Il mare è un prezioso amico a cui puoi affidare i tuoi dubbi, le tue perplessità e preoccupazioni: esso ti viene incontro con una delle sue onde, fa un passo verso di te, abbraccia quel tuo peso interiore e lo affida al suo ondeggiare.  E io respiro. Assaporo ad occhi chiusi la salsedine che si adagia sulle mie labbra, e mi abbandono al ritmo lento, silenzioso e fresco delle onde del mare. Questo mio fedele amico non ha risolto le mie preoccupazioni, perché esse sono ancora lì, le vedo davanti a me che galleggiano, nonostante la loro mole, sull’argentea superficie. Esse sono davanti a me ma finalmente fuori di me, in modo che io possa guardarle da un’altra prospettiva e forse riuscire a non odiarle più come facevo prima.

Il mare si prende cura delle mie inquietudini mentre cerco di ritrovare il mio coraggio ed energia che sono in me nascoste, ma è un mite custode per poco tempo: quando infatti pensa che io sia pronta mi riaffida i miei tormenti perché “solo ciò che si abbraccia può essere trasformato” (1). Il mare non ha bisogno di parole, ma vuole solo che tu gli dia fiducia, perché sa che se gli dedichi un po’ di te esso non ti lascerà insoddisfatto. Non ne capisci il perché o il come, ma il mare se entra veramente anche solo una volta nella tua vita, non ti abbandona più, vive con te.

La loro vita profuma di mare

Per alcune persone il mare rappresenta la vita. O la loro vita rappresenta e profuma di mare. Per loro il mare è la più grande risorsa dell’esistenza, ma anche la loro più grande minaccia con cui devono fare i conti tutti i giorni. Ti dicono che il mare non lo cambierebbero con nulla al mondo, eppure ogni volta che mettono il piede a terra ringraziano il Cielo di essere ancora vivi, e dimenticano la burrasca attraverso la quale hanno visto la morte la notte precedente. “Il mare è una libertà enorme” esclamano convinti, ma molte persone ne sono state prigioniere giacendo tutt’ora sui suoi fondali.

Fare il pescatore non è un mestiere, ma uno stile di vita. Se fosse solo un lavoro, le fatiche e i ricordi della giornata finirebbero nel momento in cui si torna a casa. Invece un pescatore è tale in ogni minuto della sua vita. Spesso torna a casa dopo diverse settimane che è stato via, incontra la sua famiglia che non vedeva l’ora di abbracciare e gioisce nel trovarla viva, in salute e in qualche caso anche cambiata. Sa che questo è il risultato del suo lavoro, è il risultato della sua tenacia che con fatica riesce ancora a mostrare, nonostante l’età, nel suo quotidiano confronto con il mare aperto.

Ma chiude gli occhi e ringrazia il suo mare. Forse perché anche questa volta gli ha permesso di rimanere in vita, o forse perché tutto questo non ci sarebbe stato senza di esso. Un mare che è cosi vicino alla sua vita che basta aggiungergli una lettera e diventa la sua gioia più grande, Amare. E’ appena tornato a casa il pescatore, ma già pensa alla prossima uscita al largo. Non ci dorme la notte, fa incubi, ha paura. Ma lo vuole fare. Vuole ancora una volta dare fiducia al suo mare, e farà cosi per sempre, perché daremo sempre fiducia a ciò che ci fa rimanere in vita.

Guarda il mare e si fida

E così sale sulla barca, saluta con nascoste lacrime sua moglie, i suoi figli e amici, dando loro la parola che tornerà a casa anche questa volta: il gruppo di persone sul molo mostra sorrisi speranzosi sui loro volti, ma intanto affida intense preghiere alla luna perché possa accompagnare quella barca in ogni momento, anche oltre l’orizzonte. Il pescatore si gira, guarda il mare aperto, e si fida.

Simon Pietro era un pescatore semplice, umile e dedito al suo lavoro. Pescare sul lago di Gennésaret non era pericoloso come farlo in mare aperto, per cui ogni volta che partiva dalla riva per andare a pescare sapeva che nel giro di qualche ora sarebbe tornato dai suoi parenti e amici per condividere ciò che l’acqua avrebbe donato in quella giornata. Le fatiche della sua attività venivano ripagate dalla gioia che vedeva negli occhi dei suoi compagni quando tornava sulla riva con la barca ricca di pesce.

La pesca era la sua vita perché essa gli dava vita e tutto ciò di cui aveva bisogno, semplice ma essenziale. Simon Pietro era cresciuto con la pesca, e ormai poteva dire di conoscere tutti i segreti e le tecniche del mestiere. Ma una notte, nonostante i numerosi tentativi e fatiche spese per cercare di pescare qualcosa, le sue reti e quelle dei suoi soci non riuscirono a catturare nulla. Ne erano dispiaciuti, certo, ma sapevano che poteva accadere qualche volta, quindi tornarono con le loro barche vuote sulla riva con la decisione di riprovare la sera successiva. 

Non abbiamo preso nulla

La mattina seguente si svegliò quando sentì che sulla strada delle persone acclamavano Gesù e lo invitavano a spiegare la Parola di Dio. Si alzò di fretta per non perdere nulla di quell’incontro, e raggiunse la folla che ormai si era radunata sulla sponda del lago. Gesù lo vide e gli chiese di farlo salire sulla sua barca e di prendere un po’ il largo per poter insegnare da lì alla gente.

Simon Pietro non ci pensò due volte ad offrire il suo aiuto, anzi, stava cercando di nascondere il suo entusiasmo e soddisfazione per il fatto che Gesù avesse scelto proprio la sua imbarcazione per predicare la Parola di Dio. Fece dunque come Gesù gli aveva chiesto, sentendosi in qualche modo anche onorato di ascoltarlo da così vicino nella sua barca, la sua vita. Per alcune persone il mare rappresenta la vita.

“Quando ebbe finito di parlare, Gesù disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla…»”. Simone ripensò alla notte precedente e si chiese se effettivamente avevano fatto di tutto per poter pescare qualcosa. Ma si, si erano spostati su tutta la superficie del lago e avevano speso molta pazienza ogni volta che avevano gettato le loro reti, ma sembrava proprio che quella sera il lago non meritasse tutta quella fiducia.

Ma forse adesso Gesù la meritava questa fiducia, anche se Simon Pietro non ne sapeva davvero il perché. Del resto lui, da buon pescatore, sapeva bene cos’era la fiducia.

Sulla tua Parola

«…Ma sulla tua Parola getterò le reti». In realtà Simone non era molto convinto di ciò che Gesù gli aveva chiesto, ma dopo aver assistito alle meraviglie che lui aveva già compiuto i giorni precedenti, si era convinto che riporre fiducia in Gesù non era mai una scelta sbagliata.

Così con curiosità prese il largo con la sua barca, gettò le reti come aveva fatto la sera prima, ma il risultato fu diverso. Simone non riusciva davvero a credere che doveva chiamare anche i compagni dell’altra barca per poter caricare tutta la quantità di pesce che era rimasta intrappolata nelle reti. L’esperienza di una vita non riusciva a spiegargli che cosa era successo in quel momento. I suoi dialoghi scambiati con il lago in giorni difficili non gli presentavano nessuna risposta.

Pensava di sapere tutto, ma adesso si trovava a dover riconoscere la sua mancanza. «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore» disse a Gesù piegandosi ai suoi piedi. Si vergognava anche di quella piccola parte di lui che prima aveva dubitato della Parola di Gesù. Ripensava alla sua vita passata sulla sua barca a pescare, che sembrava così piena e soddisfacente prima, ma che adesso non trovava più una sua identità. Si sentiva perso ora, come una barca che si trova a fare i conti con una burrasca in mare aperto.

 «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». Questa frase interruppe il suo flusso di coscienza proiettato nel passato, e Simone tornò ad avere coscienza del presente. “Non temere”. Queste parole risuonarono come un’ancora per lui. “D’ora in poi” lo misero in una condizione in cui la giusta prospettiva era quella del presente e del futuro, ma senza dimenticare il passato. “Sarai pescatore di uomini” erano parole che Simone non aveva compreso bene nel loro significato profondo, ma che risuonavano come una promessa di un salto di qualità.

Una promessa che va oltre

Una promessa inaspettata e soprattutto immeritata dal suo punto di vista. Ma Gesù aveva ricambiato la sua fiducia, anche se non era totale, con un’abbondanza che il discepolo non sapeva descrivere. In questa promessa Gesù non aveva cambiato la sostanza di Simon Pietro, cioè il suo essere pescatore, ma aveva diretto l’attenzione su un progetto più grande e davvero completo che rivoluzionerà la sua vita partendo da una Parola.

“Sarai pescatore di uomini” erano parole che Simone non aveva compreso bene nel loro significato profondo, ma che risuonavano come una promessa di un salto di qualità. Una promessa inaspettata e soprattutto immeritata dal suo punto di vista. Ma Gesù aveva ricambiato la sua fiducia, anche se non era totale, con un’abbondanza che il discepolo non sapeva descrivere. In questa promessa Gesù non aveva cambiato la sostanza di Simon Pietro, cioè il suo essere pescatore, ma aveva diretto l’attenzione su un progetto più grande e davvero completo che rivoluzionerà la sua vita partendo da una Parola.

Da pescatore di pesci Simon Pietro avrebbe affermato che la pesca non l’avrebbe cambiata per nulla al mondo. Ora da pescatore di uomini si trova a ritornare sui suoi passi e a lasciare tutto per seguire Gesù. Cosa può portare un uomo a fare una scelta così importante improvvisamente?

Chiedetelo al marinaio che, nonostante tutto il bene che può trovare sulla terraferma, ogni volta riprende il largo sapendo che c’è un qualcosa di più grande che lo aspetta.


Dal Vangelo di Luca (Lc 5, 1-11)

1 Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret 2 e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3 Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

4 Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». 5 Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6 E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. 7 Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. 

8 Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». 9 Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; 10 così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11 Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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