Un giorno, capirai

Lc 9, 28-36

Era una giornata come le altre. Il Maestro camminava in mezzo a noi discorrendo tranquillamente. Erano rari i momenti di pace; quando la folla ci lasciava qualche ora di respiro sembrava di vivere in un altro mondo. Passeggiavamo lungo la strada quando ci impose una sosta. Ci lasciammo cadere sull’erba ingiallita dal sole. Lui non si fermò con noi, rimase in piedi e ci guardò sorridente. Aveva un sorriso in grado di ridarti la vita, quegli occhi avrebbero saputo donare amore anche a un condannato a morte.

Pietro, Giovanni e Giacomo discorrevano a qualche passo da noi, impegnati com’erano nel loro dibattito, non si accorsero nemmeno che Gesù sostava alle loro spalle. Lo vidi appoggiare una mano sulla spalla di Simone, questi sobbalzò mentre si voltava di scatto. Si scambiarono poche battute e si allontanarono insieme salutandoci con un cenno. Non era la prima volta che il Maestro si allontanava per pregare insieme a quei tre; nulla di strano, anzi, dopo un’intera mattinata di cammino preferivo riposare che mettermi a pregare.

Eppure, quella volta una sensazione strana mi aveva colto, un brivido lungo la schiena come non l’avevo mai provato. Lanciai un’occhiata tutt’attorno, tutti sonnecchiavano incuranti del caldo e di me. Non mi soffermai troppo a riflettere, con indifferenza mi allontanai dalla strada puntando dritto verso il monte che ci osservava immobile.

La paura davanti al mistero

Continuai per molto tempo, controllando di tanto in tanto, la posizione dei quattro che seguivo. Quando giunsi sulla sommità del monte i miei tre compagni stavano già dormendo scompostamente sull’erba morbida. Il mio sguardo cercò tra gli arbusti e i radi alberi, sentivo i miei occhi attirati da una forza inspiegabile; finalmente lo vidi. Stava in ginocchio con il volto fra le mani, il suo corpo emanava una luminosità innaturale che si dipanava tutt’attorno a lui. L’intera spianata assunse un’aria mistica. Una bianca luce avvolse la sua figura mentre altre due ombre prendevano forma poco distante. Fui preso da grande terrore mentre le ombre divenivano uomini in carne ed ossa. Cercai di resistere, ma la paura fu troppa, mi voltai e corsi lontano.

Ciò che avevo visto era impresso nella mia mente mentre correvo all’impazzata giù dalla scarpata. Non badai al tempo che passava e nemmeno alla sera che avanzava; avevo visto qualcosa che non potevo concepire. Avevo paura e fui costretto a conviverci per tutta la sera. Quando Pietro e gli altri tornarono tirai un sospiro di sollievo, ero quasi certo che non li avrei più rivisti, che sarebbero stati inghiottiti da quelle figure magiche che avevo visto davanti al Maestro. Li scrutai senza farmi scorgere, ma sui loro volti non colsi paura, bensì un profondo senso di grandezza e rispetto. Il mio cervello lavorava senza sosta alla ricerca di una spiegazione, quando i miei occhi incrociarono quelli di Gesù. Mi osservava; chissà da quanto era lì, in piedi non lontano da me, incurante di tutto il resto, attendeva che io mi accorgessi di lui.

“Devi avere pazienza”

Sorrideva donandomi il calore del suo sguardo. I suoi occhi mi parlarono e fu come se mi dicessero: “Devi avere pazienza, un giorno capirai, ma quel momento per te non è ancora giunto”.

Annuii, consapevole, tuttavia, che nessuna parola aveva solcato l’aria che ci separava. Si avvicinò a me e appoggiò delicatamente la sua mano sul mio capo.

Chiusi gli occhi e mi addormentai profondamente, mentre il mio cuore ritrovava la pace perduta, destinata a restare con me fino ai giorni della prova e del dolore; quegli stessi giorni che ora ricordo con emozione perché soltanto allora capii ciò che avevo veduto quel giorno.

Dal Vangelo di Luca (Lc 9, 28-36)

28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. 32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. 35 E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo». 36 Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

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