Credetemi

Non lo conosco

Confuso. Smarrito. Triste. Insoddisfatto. Deluso. Abbandonato. Vuoto.

Pensavo di conoscerlo e invece mi sbagliavo. Mi hanno riconosciuto in tre come suo compagno e per tutte e tre le volte ho negato: “Non lo conosco”, “non lo conosco”, “non so quello che dici”.  E quando ancora non avevo finito quell’ultima frase, ho sentito il gallo cantare. Mi è crollato il mondo addosso. Non riesco più a provare nulla se non quella sensazione di delusione, di tradimento e di mancanza.

Ripenso a ieri sera quando mi ha detto: “Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte” e io, non credendoci, ho risposto convinto che sarei anche andato in prigione e sarei morto per Lui. Sono state solo parole che non sono riuscito a dimostrare, quando mi è stato chiesto di affidarmi, la paura ha avuto la meglio su di me ed ora me ne sto qui perso nel mio senso di colpa.

Mi ricordo quando mi ha chiamato, mi trovavo presso il lago di Genesaret ed ero un umile pescatore. Quella mattina il lavoro non aveva dato molto frutto ed io e i miei compagni ce ne stavamo a riva a sistemare le reti, quando un Uomo si avvicinò alla mia barca chiedendomi di salire e di scostarmi dalla costa. Io non capivo cosa volesse, ma rimasi in silenzio a guardare la scena. Iniziò a parlare alla folla e poi mi invitò a gettare le reti.

Mi sentii piccolo

È da tanti anni che faccio il mio lavoro ed ero sicuro che sarebbe stato inutile farlo perché si pesca la notte, eppure qualcosa mi spinse a seguire quelle parole. Così presi le mie reti e le gettai. Rimasi sconvolto davanti alla quantità di pesci che portammo sulla barca e già là a pensarci bene mi sentii piccolo nei confronti di quel Maestro, mi ricordo infatti che gli dissi di allontanarsi perché mi riconoscevo peccatore. La Sua risposta fu “non temere, da oggi sarai pescatore di uomini”. Tornati a riva rimasi cosi colpito da ciò che mi era successo che, un po’ per come mi aveva fatto sentire sicuro, un po’ per la grandezza che iniziavo ad intuire in Lui decisi di seguirlo. Non smisi mai di stargli dietro, di stare con Lui, di fare ciò che mi diceva. Sentivo in me di essere cambiato, stavo provando una nuova vita e ogni Suo gesto diveniva per me segno di sempre più grande ammirazione. Iniziava però a nascermi dentro, come credo anche nelle altre persone che Lo seguivano, la domanda su chi fosse quest’uomo.

Tu sei il Cristo di Dio

Ed una sera fu Lui stesso che ce la pose. Mi venne spontaneo rispondere “Tu sei il Cristo di Dio”, ma Egli continuò il suo discorso con parole forti, parlò di sofferenza, di morte, di Resurrezione e disse anche di seguirlo, rinnegando sé stessi, lasciando tutte le nostre cose. Rimasi perplesso, convinto di aver compiuto molto tempo fa quanto ci aveva chiesto. Era davvero molto bello stare con Lui, vedere le sue opere, i suoi miracoli, sentire i suoi discorsi; ero completamente preso da Lui, avevo occhi solo per Lui ed era come se il tempo non fosse mai abbastanza.

Prese il pane, lo spezzò

Mi ritorna in mente anche la notte appena trascorsa. Il mio Maestro decise di festeggiare la Pasqua con me e i miei compagni. Eravamo seduti vicino a Lui quando prese il pane, lo spezzò per darne un boccone a tutti e disse: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”. Lo stesso fece con il vino. Fu in questo momento che disse che lo avrei tradito e io non diedi importanza alle Sue parole, anzi tentai di difendermi con la mia promessa.

Dentro avevo una battaglia più grande di quella che si svolgeva fuori

Arrestarono la mia Guida proprio quella notte e tutto ciò che aveva detto divenne realtà. La sicurezza che mi aveva dato in questi anni sembrava essere venuta meno. Coloro che, come me, stavano con Lui scapparono via; ma dentro avevo una battaglia più grande di quella che si svolgeva fuori e decisi di seguirLo da lontano. Ed eccomi qua, sempre nello stesso punto, privo di certezze, impaurito, scosso. Penso e ripenso alla promessa a cui sono venuto meno, mi sento un traditore. La mia vita non è servita a nulla, è inutile. Ho tradito l’Uomo che più mi ha aiutato in questi anni. In tutte le cose che ha fatto l’ho seguito e proprio ora, nel momento in cui Lui aveva più bisogno di me, mi sono fatto prendere dalla paura di subire la sua stessa sorte e mi sono tirato indietro. Sono un fallimento, non riuscirò più ad uscirne.

Egli mi ha guardato

Sono disperato. Penso a quanto ho fatto. Sarebbe stato più facile scappare come tutti gli altri. Eppure c’è un’immagine che ho impressa nella mente e che non mi lascia abbandonare a me stesso. Egli mi ha guardato, ne sono sicuro. C’è stato un momento in cui i Suoi occhi hanno incrociato i miei. Saprà che ho sbagliato e mi sta condannando, ma questa versione non mi convince. Mentre piango sulla vita che ho sprecato, capisco che quelli non erano occhi che rimproverano. Quelli sono occhi di misericordia, al di là dei miei dubbi, io so cosa ho provato in quell’incrocio di sguardi, mi sono sentito al sicuro. Ho visto un mondo nuovo, mi sono sentito un uomo nuovo, si è aperto davanti a me un grande futuro. Rivedo tutto ciò che fin ora ho vissuto, in tutti i momenti qualcosa mi ha spinto ad avvicinarmi sempre più a Lui e solo ora intuisco che era il Suo amore a muovermi. Ho lasciato le reti per diventare pescatore di uomini, ho distribuito i pani e i pesci, ho sperimentato la Trasfigurazione sul monte Tabor.

Amato

Ho seguito il mio Maestro da lontano mentre veniva portato a morte. Non avevo capito niente, credevo di essermi convertito e invece continuavo a seguire solo me stesso.Ora i miei occhisi sono aperti su una verità straordinaria: Gesù sapeva chi ero, sapeva del mio tradimento e la cosa gli andava bene lo stesso.

Sicuro. Consapevole. Fortunato. Dissetato. Pieno. Amato.

Lo sguardo di Gesù mi ha parlato. “Pietro, io ho fede in te e voglio portarti con me fin sotto la Croce, così come sei.”

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