Seguimi

Reti vuote

Ecco, pensai. Un’altra giornata infruttuosa. Ero convinto sarei riuscito almeno a fare quello che già conoscevo. Era un rifugio la pesca, ma non quella notte. Non mi aspettavo che gli altri mi seguissero quando dissi che andavo al lago di Tiberiade a pescare. Avevo preso da solo questa decisione. E adesso  ci ritrovavamo solo a raccogliere reti vuote.

Già! Perchè i pesci del lago sembravano essere spariti. Possibile che in tutta la notte non siamo riusciti prenderne neanche uno? Eppure ho svolto questo mestiere per tanti anni, so come si fa.

Qualcuno ci guardava

Mi sentivo sfinito e anche gli altri lo erano. Così decisi di arrendermi.

Era l’alba quando ci stavamo muovendo verso la riva con le reti completamente vuote e mentre ci dirigevamo, mi accorsi che qualcuno ci guardava e aspettava sulla spiaggia. Da quanto si trovava lì? Forse c’era sempre stato ma il buio non mi permetteva di vederlo. In ogni caso, non ero dell’umore giusto per poter conversare; non volevo ammettere la “sconfitta”. Ci separavano ancora un centinaio di metri dalla spiaggia, quando quel tale ci chiese se avevamo pescato qualcosa da poter mangiare. Senza neanche guardare nella sua direzione risposi seccamente ad alta voce di no e così fecero anche gli altri insieme a me.

Decisi di fidarmi

Riuscivo a percepire la loro delusione e la loro sfiducia, e deve essersene accorto anche quel tale, perché subito dopo ci parlò con tanta sicurezza, che non riuscii neanche a dirgli quanto fosse sciocco quello che ci chiedeva di fare. Qualcosa mi diceva di ascoltarlo e decisi di fidarmi. Così mi ritrovai a gettare insieme agli altri di nuovo le reti, questa volta alla nostra destra, proprio come ci era stato detto. Quello che vidi mi lasciò a bocca aperta! Un banco di pesci si trovava nelle nostre reti! Quei pesci che sembravano essere scomparsi, erano lì! Erano talmente tanti che le reti non so se avrebbero retto.

Quella voce che mi era così cara

Fu allora che uno dei nostri riconobbe chi era il tale! E lo comunicò a tutti noi.

Senza neanche pensarci, mi legai la veste e mi gettai immediatamente in acqua per poterlo raggiungere il più velocemente possibile, mentre gli altri rimasero nella barca con i pesci. Mentre nuotavo ripensavo a quella voce e mi chiedevo come avevo fatto a non riconoscerla prima. Quella voce che mi era così cara e che mi conosceva più di chiunque altro.

Forse è per questo che non ho esitato un momento e mi sono fidato di quello che ci chiedeva di fare. In cuor mio lo sentivo. Ma la delusione e il fallimento avevano preso il sopravvento e non mi avevano permesso di avvertire la sua presenza.

Questa era la terza volta

Arrivai prima degli altri e vidi che aveva già acceso un fuoco e stava preparando da mangiare per tutti noi. Nonostante ciò, mi chiese di prendere anche un po’ di quel pesce che avevamo appena pescato, e poi ci invitò a mangiare insieme a lui. Nessuno di noi pensò di chiedere chi fosse, perchè quei gesti ci erano così familiari da non avere spazio nella mente nè per i dubbi nè per le domande, ma godemmo in modo pieno della sua presenza in mezzo a noi. Ad un tratto sentii che tutta la fatica della notte appena trascorsa era sparita via, e provai un senso di gioia che divenne contagiosa.

Questa era la terza volta che veniva a trovarci da quando era risorto.

Rimasi spiazzato

Quando finimmo di mangiare, si rivolse a me, chiamandomi per nome, e mi fece una domanda che mi colse di sorpresa. Rimasi spiazzato quando mi chiese se lo amassi più di tutti gli altri presenti. Feci un attimo di silenzio e quando parlai la mia risposta non apparve molto sicura, era un po’ tentennante. Dopo quanto era capitato, come potevo affermare con sicurezza un amore incondizionato che esige un dono totale di me? A differenza degli altri lo avevo anche rinnegato.. non potevo neanche affermare di amarlo più di loro.

Risposi allora con molta umiltà, che gli volevo bene.

Continuavo a non capire

Quello che mi disse a seguito della mia risposta non lo riuscii a capire subito ma mi fu talmente chiaro solamente in seguito. Mi chiese di portare al pascolo i suoi agnelli e subito dopo ripetè la stessa domanda di prima. Risposi imbarazzato affermando di nuovo che lo volevo bene. E per la seconda volta mi disse di portare al pascolo non più gli agnellini ma un intero gregge per lui. Rimasi in silenzio dopo questa affermazione, continuavo a non capire. Ma per la terza volta lui mi fece la stessa domanda,questa volta usando le stesse mie parole …quasi come volesse abbassarsi a me, avvicinarsi sempre di più, raggiungendomi lì dove mi trovavo.. e mi chiese se gli volevo bene. Con molta tristezza per avermi fatto quella domanda risposi che lui conosceva tutto di me, niente gli era nascosto del mio cuore e sapeva ciò che provavo.

Seguimi

Pronunciai queste parole con un po’ di tristezza, ma dentro di me sentii che lui nonostante tutto aveva capito che il mio sentire era sincero e che quello che desideravo di più al mondo era volergli bene fino in fondo e davvero, così come lui aveva fatto con me.

La sua risposta non cambiò e mi ripetè: pascola le mie pecore. Fu quello che aggiunse dopo, quella frase che implicitamente svelava quale era il suo progetto per me che mi lasciò senza parole e sorpreso. “Seguimi”: questa parola risuonava forte nella mia mente; ancora una volta voleva che mi fidassi di lui, nonostante tutto, in modo incondizionato.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21, 1-19)

1 Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. 3Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
4Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». 6Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. 7Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. 8Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
9Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. 10Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». 11Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. 12Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. 13Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. 14Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

15Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». 17Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. 18In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». 19Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

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