La fine

Il Big Ben? The End. 

La Tour Eiffel? Fin.

Il Castello di Heidelberg? Ende.

Le opere di Goya? Final.

I giardini Zen? Owari.

 

Una parola riverberava nel tempo, da quanto lo spazio era nato. Le cose erano destinate a concludersi, a marcire, a scomparire tra le pieghe del tempo. Tutto ciò che era stato creato da mani di uomo, si sarebbe sciolto come neve al sole.

 

Il Tempio di Gerusalemme? Sof.

 

La parola era breve, secca, non lasciava spazio ad interpretazioni. Ci interrogammo sul senso dell’esistenza. Ecco, soprattutto questo ci chiedevamo: avevamo domande, cercavamo risposte, desideravamo raggiungere il cuore dell’esistenza, cogliere l’essenziale, comprendere se il tempo di una vita ci sarebbe bastato.

Intanto i segni della Fine si accumulavano, si sommavano pericolosamente come i mattoni delle costruzioni dei bambini, in costante bilico, protese alla rovina: rivolte, esplosioni, atti di terrorismo e di violenza. Le potenze chiusero i confini. I legami commerciali tra gli uomini vennero meno. Alcuni urlarono: “Il tempo è prossimo!”, o ancora “La fine è vicina!”. Scoppiarono guerre e pestilenze: le potenze dell’oriente si sollevarono contro l’occidente, e le bombe spazzarono via monumenti e città. 

Nonostante ciò, non ci lasciammo ingannare. Non tutte le pagine della storia erano state scritte. La fine non era la Fine. E guardandoci negli occhi riconoscemmo che qualcosa si sarebbe salvato.

 

Il Cremlino? Konets.

 

Per questo fummo trascinati di fronte ai giudici del mondo: vedevamo oltre il fuoco. Non tutto era perduto, e questo pensiero non era accettabile. Riconoscevano la Verità, e questo li aveva fatti impazzire, poiché avevano sprecato il loro tempo. La realtà li aveva chiamati, chiedendo atti di Amore, ma questi avevano risposto con le armi, e con le grandi e fredde opere che così poco dicevano del cuore dell’uomo, del suo destino, che oltrepassava persino la Morte. 

Non rimanemmo zitti, dicemmo loro tutto questo: che non eravamo folli, ma i nostri occhi erano troppo attenti per non vedere, e la nostra mente troppo acuta per non ricordare; che noi avevamo un Padre, e che non ci aveva mai lasciato soli nella nostra vita. Coglievano il vero, quando parlavamo, e non sapevano ribattere. I nostri volti, segnati dalla fedeltà e dalla perseveranza, testimoniavano ancora più che le nostre parole.

Ci misero a morte per questo: “Credete forse di sfuggire alla Fine?” ci urlarono, mentre ci trascinavano in ceppi di ferro, verso il patibolo. Non credevano di poter essere salvati poiché i loro occhi erano ormai ciechi ai segni della realtà, e questo li rendeva disperati. Per questo non li giudicammo, ma ne avemmo compassione. Alcuni di loro ci sputarono in faccia, e fummo presi a bastonate: “Mettetevelo in testa! E’ finita! E’ finita per tutti!” ci ripetevano ossessivamente, sapendo che la nostra sorte sarebbe toccata anche a loro, un giorno. 

Ci uccisero.

 

Il tempio di Delfi? Télos.

Il Taj Mahal? Ant.

Il Colosseo? Fine.

 

Ora che siamo fuori dal tempo, e nemmeno uno dei nostri capelli è perito, i nostri occhi vedono meglio di prima. Cogliemmo della realtà un riflesso della Bellezza. L’essenziale ci scosse l’anima e, innamorati di esso, lo raccontammo al Mondo. Una persona ci ha salvato, aiutandoci a perseverare. Siamo stati fedeli, grazie a Dio, e per questo la nostra anima è salva.

 


Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 21, 5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Rispondi