La Parola mi ha attraversato. E cambiato

 

All’inizio sembrava una giornata come tutte le altre. Difficilmente si poteva immaginare quello che sarebbe accaduto su quella montagna. Tra tutte quelle persone riunite tra le rocce c’erano tre persone: Ismaele, Dositeo e Azaria. Questi tre uomini non avevano molto in comune e non si conoscevano tra di loro, ma tutti e tre sarebbero stati accomunati da un evento: quel giorno la loro vita sarebbe cambiata. Loro, assieme a tanti altri, avevano deciso di salire su quella montagna affatto poco interessante. Fin da piccoli avevano imparato che Mosè aveva ricevuto la Legge di Dio proprio in cima a una montagna e tutti pensavano che arrampicarsi fino a lassú li avrebbe avvicinati a Dio.

Quella Persona strana, a tratti anche bizzarra, stava parlando da un po’: aveva affermato l’importanza della Legge, e i tre uomini, che nella loro vita l‘avevano sempre seguita, avevano capito che quella Persona non voleva spazzare via tutto quello che era stato detto fin dai tempi di Abramo. Forse quell’Uomo non era così strano come molti potevano pensare e, da quel momento, i tre hanno iniziato ad ascoltare più attentamente le Sue parole.

Ismaele

Ismaele era un semplice pastore che teneva molto al suo gregge e non poche volte aveva avuto qualche incomprensione con altri pastori. Lui era un tipo molto orgoglioso e difficilmente si asteneva da una discussione per problemi anche banali. Quando Ismaele aveva sentito quella Persona citare il comandamento “Non uccidere”, lui pensò subito: “Io non ho mai torto un capello a nessuno, figuriamoci arrivare a uccidere un’altra persona!”.

Poi però si è accorto di un aspetto che non aveva mai considerato: si può “uccidere” anche con le parole. Ha ripensato allora a tutte quelle volte che aveva offeso gli altri pastori, anche a quelle volte in cui lo aveva fatto nella sua mente. Aveva finalmente capito i suoi errori e aveva deciso che da quel giorno sarebbe cambiato grazie allo sguardo che posava con occhi nuovi sulle altre persone.

Dositeo

Dositeo era panettiere e padre di una famiglia numerosa. Da un po’ di tempo aveva iniziato a pensare che sua moglie non lo amava più e che non lo rispettava come quando si erano sposati. In fin dei conti, lui lavorava tutto il giorno per mantenere la sua famiglia e sua moglie non gli suscitava buone emozioni come una volta. Aveva anche pensato di poter cercare una donna migliore, magari una di quelle che venivano a comprare il pane da lui ogni giorno.

Il discorso sulla montagna ha scosso anche a lui qualcosa nella sua anima. La Persona sul monte, tra le tante cose che aveva detto, aveva parlato dell’adulterio e del ripudio della moglie. In quel momento Dositeo ascoltava convinto che quella Persona si stava rivolgendo direttamente a lui, come se gli avesse letto nel pensiero.

Dopo quelle parole, non sapeva bene come, ma aveva iniziato a guardare la sua situazione familiare da un’altra prospettiva e aveva capito quanto male avrebbe causato se avesse dato ascolto alla sua idea iniziale. Tutto era cambiato dopo l’incontro con quella Persona, tanto che la prima cosa che aveva fatto tornato a casa è stata andare da sua moglie e abbracciarla.

Azaria

Azaria era un venditore di stoffe molto famoso nel suo villaggio. Lui era molto fiero di sé perché pensava fermamente di essere uno dei pochi mercanti onesti nella regione: di uomini come lui c’è ne erano davvero pochi in giro. Non aveva mai provato ad ingannare un cliente e aveva sempre venduto la sua merce migliore al giusto prezzo. Grazie al suo lavoro aveva acquisito tante conoscenze e amicizie e capitava non di rado che facesse delle promesse ai suoi amici: al termine di ogni parola data non si faceva mancare mai l’occasione di manifestare la sua onestà finendo la sua frase con: “Siate certi che lo farò, lo giuro sulle mie stoffe”. Tutti i suoi amici ovviamente si fidavano di lui e, anche se qualche promessa a volte non veniva mantenuta, poco importava, perché poteva capitare di sbagliare. Nessuno dubitava di Azaria.

Mentre ascoltava le parole di quella Persona sulla montagna aveva iniziato a sentirsi strano. Per la prima volta i suoi pensieri scaturiti da quelle parole stavano mettendo in dubbio le sue certezze facendosi dell’emoglobina domande “scomode”. Pensava che forse il personaggio che si era costruito con il suo lavoro aveva mascherato la sua vera identità, e che, probabilmente, sotto sotto è in altri contesti  non era una persona così affidabile come tutti pensavano. Presto però lo smarrimento e il momentaneo sconforto causati da questi dubbi avevano lasciato posto alla gioia. Gioia per aver finalmente capito i propri errori e per aver deciso di dare più importanza ai fatti piuttosto che alle parole.

 


Dal Vangelo secondo Matteo                                                                                            Matteo 5, 17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».


Parola del Signore.

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