Occhio per occhio, dente per dente

Ero tra la folla quel giorno quando Gesù salì sul monte accompagnato dai suoi discepoli e iniziò a parlare.  Lo avevo seguito dopo aver ascoltato uno dei suoi discorsi: mi affascinava quel personaggio strano che cercava di insegnare alla gente “la legge del Regno” e guariva i malati, quelli che erano ormai agli occhi di tutti senza speranza. Salito sul monte si sedette, lo raggiunsero i suoi discepoli e fece un discorso che non avevo mai sentito in tutta la mia vita: “Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra”. Quest’uomo, che percorrendo la Galilea insegnava nelle sinagoghe e guariva i malati, ci stava incitando ad andare contro la legge e contro la nostra natura umana! Come è possibile non reagire di fronte a chi ci fa un torto, ci perseguita, ci ferisce?!

A me capitava spesso di avere problemi con il mio vicino che mi rubava le riserve di grano o l’uva della mia vigna e per me era inevitabile adirarmi con lui e fargliela pagare prendendo il latte appena munto dalle sue mucche. Io davvero non capivo come tutti quelle persone potessero seguirlo senza temere di essere punite per aver messo in pratica i suoi insegnamenti andando contro la legge. Pensare che, secondo quello che diceva quell’uomo, avrei dovuto lasciare anche il mio mantello a chi voleva la mia tunica mi sembrava una follia, e forse lo era davvero…

Inoltre disse: “Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli”. Amare i nostri nemici: ma ci rendiamo conto dell’illogicità della frase? Non solo, secondo Lui, non dovevamo reagire di fronte a chi ci faceva del male, ma dovevamo anche amarlo, perdonarlo e pregare per lui!

Facevo veramente fatica a pensare di tradurre questi insegnamenti nella vita di ogni giorno, eppure le sue parole mi affascinavano, sapevano di cambiamento, di evoluzione e anche di sfida quando disse: “Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?”. Effettivamente non c’è nulla di straordinario nell’amare chi ci ama, è qualcosa di naturale, non richiede molto sforzo; quello che quell’uomo ci stava chiedendo era di andare oltre, di mettere da parte l’orgoglio. E questo mi faceva sentire debole, calpestato, ma volevo accettare la sfida.

Il Nazareno diceva che solo così potevamo essere perfetti, “come perfetto è nostro Padre”.

E chi non vorrebbe essere perfetto?

 


Dal Vangelo secondo Matteo                                                                                                                    Mt 5,38-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

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