Una nuova vita

Paura.

Non saprei in che altro modo descrivere quello che provo, quello che sento ormai da troppo tempo… Ho paura di uscire e confrontarmi con ciò che c’è al di fuori, ho paura di sapere cosa succederà ora che Lui non è più con noi, ho paura di mettermi di fronte a me stesso perché sono vuoto, perché ho paura di averLo deluso, di non essere stato all’altezza, perché non so più quale possa essere lo scopo della mia vita. Mi sento bloccato. Ho l’impressione di vivere, ma nello stesso tempo di essere morto perché ciò che sto vivendo non ha uno scopo: è il vivere giorno per giorno semplicemente perché non si può fare altrimenti, è il vivere per inerzia. E in tutto questo però sono consapevole di non essere solo, perché la ferita che mi è stata inferta qualche settimana fa non ha coinvolto solo me: siamo tutti noi apostoli di Gesù che ci troviamo nella medesima situazione, abbiamo perso tutti il nostro maestro.

Tornare alla vita di prima, prima di conoscerLo, non è pensabile! In realtà alcuni ci hanno provato, ma ora tutto è cambiato, ora manca qualcosa, sarebbe come decidere di vivere una vita senza più luce, ecco si, sarebbe come decidere di vivere una vita al buio e io non riesco. In realtà non riesco nemmeno a vivere così, ma almeno ho sempre impresso tutto quello che abbiamo condiviso e non cerco di recludere nel posto più remoto della mente per evitare che mi faccia soffrire. Così l’unica cosa che riusciamo a fare è rinchiuderci, per paura dei Giudei, tutti insieme in un luogo aspettando che Lui arrivi, che ci venga a trovare, perché vederLo, anche sono per un istante, e spezzare il pane con Lui ci ridona vita.

Anche oggi, il primo giorno della settimana, siamo tutti riuniti, siamo chiusi in questa casa. Questo giorno, da quando Gesù è risorto, è un giorno particolare perché facciamo memoria di ciò che abbiamo vissuto in attesa che Lui venga fra di noi. È bello perché gli occhi si rianimano e si può scorgere quella scintilla di vita che nel resto della settimana è nascosta dalle paure e dalle preoccupazioni.

L’entusiasmo e la speranza seguono il corso della giornata e con il calare del sole si affievoliscono. È sera. La giornata ormai è quasi giunta al termine, e la gente, stanca, inizia a perdere quella vitalità, inizia a rassegnarsi ed a emergere nuovamente la paura, il terrore che immobilizza tutto. Siamo di nuovo al punto di partenza.

Ed è proprio in quel momento che vedo una luce accecante, un bagliore, e il mio cuore si riempie di gioia: Lui è qui con noi! Lo riconosco ancora prima che parli, che ci mostri le mani e il fianco, perché Lui è inconfondibile, è impossibile non percepire la Sua presenza. Dopo pochi istanti sento la Sua voce, quella voce calda e rassicurante, che dice: “Pace a voi!”. Inizio a ripetermi queste parole in testa, come se ogni volta assumessero sempre più significato, come se fossero parole in una lingua sconosciuta e a poco a poco iniziassi a capire cosa vogliano dire: ci ha donato la pace di Dio! Una gioia immensa comincia a nascere nel mio cuore. Le paure, come nuvole spazzate via dal vento, si diradano e mi lasciano vedere il sole, mi lasciano riscoprire la vita che si fa sempre più presente dentro di me. Ecco quello di cui avevo, o meglio, di cui avevamo bisogno: per noi era fondamentale sapere che Gesù ci avesse perdonato!

Poco dopo aggiunge: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi!” e soffia su di noi dicendoci: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati”. Un vento mi travolge, un vento caldo che incendia la realtà, un vento impetuoso che riesce a trasformare ogni paralisi in un impensabile slancio missionario verso gli altri!

Ora queste quattro mura in cui, fino a questo momento, abbiamo trovato sicurezza e rifugio iniziano a starci strette perché nasce forte in noi il desiderio di annunciare non più solo noi stessi, ma l’unico amore fedele e vero: quello di Dio.

Ora stare chiusi fermi, immobili, sembra impossibile. Ora abbiamo un obiettivo: siamo vita, vita dono del Padre, da donare agli altri!

 


Dal Vangelo secondo Giovanni                                                                      Gv 20, 19-23


La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

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