Via. Verità. Vita.

A te, caro lettore, che ti appresti a leggere la storia che oggi ti racconterò, ho una domanda da porti. Stai tranquillo, la mia non è un’interrogazione ma un invito a riflettere.

Ti sarà capitato, almeno una volta nella vita, di chiederti: cosa è la Verità? O meglio: qual è la Verità?

A me sì, è capitato. E, se proprio devo dirla tutta, l’ho conosciuta e l’ho anche seguita…

Per comprendere meglio quello che sto per raccontarti, forse è bene che ti parli di me, così da farti capire che tipo di persona sono. Sono Tommaso, un uomo semplice e pratico. Non sono una persona colta ed erudita ma sono sempre stato curioso di capire e conoscere la realtà che mi circonda, di comprendere la Verità, quella che si cela e pervade ogni cosa, l’alito di vita che risiede in ogni creatura presente su questa terra. Non a caso, la gente che mi conosce mi definisce un “Cercatore della Verità”.

Ho cercato per così tanto tempo e con affanno la Verità, che alla fine lei stessa si è presentata a me e si è rivelata davanti ai miei occhi, con tutta la sua potenza e la sua fragilità.

Vedi, potrò sembrare folle nel dirlo con tanta sicurezza ma la Verità, non è un pensiero logico e astratto, no. È qualcuno che io, e molti altri, abbiamo avuto la grazia di avere incontrato nel cammino della nostra vita. Probabilmente ne avrai sentito parlare. In Giudea non c’era alcun abitante che non lo conoscesse per i prodigi e i miracoli compiuti. Diceva cose scomode, le sue parole e i suoi insegnamenti erano rivolti a tutti, nessuno escluso, e per questo è stato condannato a morte. Lui era Gesù, il Figlio di Dio, e nemmeno la morte ha potuto vincere su di lui.

Io ero uno dei suoi discepoli. Per 3 anni, insieme con gli altri lo abbiamo seguito in ogni suo viaggio, abbiamo mangiato con lui, condiviso momenti di fraternità. Era il nostro Maestro.

Qualche ora prima che fosse condannato a morte e crocifisso, durante la nostra ultima cena, ci rivelò quello che sarebbe capitato di lì a poco, sconvolgendoci profondamente. Ricordo ancora le sue parole di conforto, rimaste impresse nella mia mente e che risuonano nelle mie orecchie ogni qualvolta i dubbi, i timori e la paura mi assalgono. Lui, che stava per essere consegnato nelle mani di coloro che lo avrebbero ucciso, anziché cercare conforto per sé, lo ha dato a noi!

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Stavamo per perdere la nostra Guida, la nostra àncora, e lui sapeva già che ci saremmo trovati soli, smarriti e vulnerabili come delle pecore che perdendo il pastore non sono più in grado di raggiungere l’ovile e si ritrovano circondate dai predatori, senza via di scampo. Ma, come sempre, sapeva come consolarci e rassicurarci e lo fece chiedendoci di fidarci di lui e del Padre. Era necessario che andasse prima lui per poter preparare a ciascuno il proprio posto. Dovevamo fidarci e attendere… solo che io non riuscivo a capire, avevo bisogno di più risposte. Dove stava andando di preciso? E come era possibile che noi, suoi discepoli, conoscessimo la via senza mai aver parlato della dimora del Padre? Come potevamo mai trovare questo posto e come raggiungerlo?

Ti ho già detto che la mia mente è sempre alla ricerca di una risposta ed è sempre piena di dubbi… la domanda mi venne spontanea e così la pronunciai ad alta voce:

«Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?»

La sua risposta fu diretta:

«Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Credo che inizialmente una risposta simile non fece altro che andare ad amplificare le domande che nella mia mente si aggrovigliavano tra loro. Noi discepoli eravamo le persone che più degli altri lo conoscevano eppure non riuscivamo a capire del tutto quelle parole. Le avremmo capite solo molto tempo dopo…che rivelazione che fu. Ci aveva dato le indicazioni necessarie per raggiungerlo! Sicuramente non erano indicazioni facili da leggere né tantomeno da seguire. Per arrivare alla casa del Padre dovevamo fare esperienza di tre cose fondamentali: Gesù era la Via da intraprendere, da percorrere e sulla quale orientare le nostre vite. Anche se molto spesso non era chiara o non sapevamo quanto lunga sarebbe stata, dovevamo fidarci e seguirla; Gesù non era solo un Maestro da cui imparare qualcosa, era la Verità dietro ogni cosa, quella che cercavamo instancabilmente, io su tutti. Gesù era la Vita, la vita nuova con gli occhi della Verità alla quale anela il nostro cuore. E c’era di più nelle sue parole! Gesù e il Padre erano la stessa cosa e questa era tra le tante affermazioni quella più difficile da concepire.

Desiderosi e forse anche un po’ impazienti e pretenziosi alle nostre menti era balenato un unico pensiero che Filippo decise di pronunciare ad alta voce per tutti noi:

«Signore, mostraci il Padre e ci basta».

La sua ferma risposta non lasciava alcuna possibilità di interpretazione possibile:

«Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Nell’intimo, provai un senso di vergogna per non essere riuscito a cogliere il significato di quelle parole. Lo avevo visto compiere grandi miracoli e prodigi, come potevo ancora avere dubbi a riguardo?

Credete a me”.


Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14, 1-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

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