Un lungo cammino che conduce alla Vita

Anche quest’anno, cari amici di SoulFood, siamo giunti alla Pasqua, che spero abbiate passato insieme alle persone a voi più care, tra abbondanti mangiate e grasse risate.

La Pasqua, però, è si una festa da condividere con i propri cari, ma è anche un momento importante per la vita di ogni uomo, poiché si contempla la resurrezione di Gesù Cristo. Questo momento ci riporta al fulcro della nostra fede, poiché il Signore dopo essere morto e risorto, si è ricongiunto al Padre.

Prima però di giungere a questa giornata, abbiamo vissuto il famoso “triduo pasquale”, ovvero i tre giorni che ricordano gli ultimi momenti di Gesù sulla terra.

Il giovedì abbiamo ricordato la lavanda dei piedi, ovvero momento nel quale il Signore mostra tutta la propria umiltà cingendosi un grembiule attorno alla vita, e cominciando a lavare i piedi ai propri discepoli. Le domande, rivivendo la scena durante la messa, sono state tante; perché il Signore, Essere infinitamente più grande di noi, ci si prostra davanti? E soprattutto, perché ci lava proprio i piedi?

Ho pensato e ripensato alle probabili risposte, e forse credo di essere arrivato alla conclusione.

Ci si prostra ai piedi proprio per farci comprendere l’immenso Amore che ha per noi. Il Signore in questo caso si fa Padre e Madre, e ci lava con cura e ci accudisce con una sollecitudine tale da essere dimostrata con un gesto così estremo.

Anche Pietro, come me, chiede al Signore il motivo di tale gesto, e Lui replica dicendo che alla persona a cui vengono lavati i piedi non si ha bisogno di lavare il resto poiché è già tutto puro. Ma cosa significa ciò? Gesù sceglie i piedi perché sotto la pianta dei piedi della gente è archiviata la strada che si è fatto. Dove è andata, in quale pozzanghera è caduta, quali sentieri faticosi ha percorso e  quanta erba fresca ha calpestato. I piedi sono il simbolo di tutto quello che percorriamo nella nostra vita, e lavarli significa liberarsi di tutta quella terra, molto spesso fatta di dolore, che ci è rimasta attaccata addosso. Il Signore compie dunque questo gesto per farci comprendere che Lui è qui per lavare i nostri dolori e le nostre ferite, e come le piante dei piedi dei suoi discepoli, renderci uomini nuovi.

Nel Venerdì Santo abbiamo contemplato invece la Sua morte. Il momento che più mi colpisce del passo del Vangelo è l’incontro con uno dei due ladroni crocifissi al Suo fianco. Uno di questi infatti, dopo aver ripreso l’altro per l’atteggiamento di sfida avuto con il Signore, gli chiede di avere clemenza con lui e di salvarlo. La misericordia di Dio è talmente tanta, che basta questo: chiedergli di essere salvati. Il nostro passato, i nostri peccati, tutto ciò che abbiamo sotto la pianta dei piedi viene “lavato” da una richiesta tanto semplice quanto significativa, “Signore abbi pietà di me”.

La risposta di Gesù mi sconvolge, e credo mi faccia comprendere più di quanto i miei ragionamenti logici possano aiutarmi a fare: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso”.

Chi è dunque il primo uomo portato in cielo? Forse il peccatore che secondo la nostra logica umana, avrebbe meritato di meno. Ma la differenza tra Dio e noi è proprio la logica: la Sua presta attenzione soltanto a una cosa, ovvero all’amore che ha per noi, e la voglia di salvarci a tutti i costi. Al Signore non importa cosa abbia fatto il ladrone, gli importa soltanto che creda in Lui e che chieda di essere salvato.

Mi colpisce molto anche il momento in cui Gesù si sente abbandonato da Dio. Mi piace pensare che in quel momento Dio stesso sia entrato in comunione con la sofferenza di ogni uomo. Del resto, se Dio stesso ha provato cosa significa realmente sentirsi abbandonati, come potrà un uomo essere realmente solo, anche nel dolore?

La Passione di Cristo prosegue infine con la bella notizia che ci viene donata con la veglia pasquale che culmina con la Pasqua. Maria di Madgàla, Giovanna e Maria di Giacomo, giunte al sepolcro per ungere con oli e aromi il corpo di Cristo, trovano soltanto una tomba vuota ed un angelo che pone loro una domanda sconvolgente: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”.

Il Signore nei suoi tre anni di vita pubblica non ha fatto altro che ripetere più volte che Lui sarebbe risorto, e che soltanto dopo si sarebbe ricongiunto al Padre; ma nonostante la fede immensa delle donne, esse ugualmente si recano al sepolcro, convinte che comunque lo avrebbero trovato lì.

Cosa vuol dire tutto ciò? Se ci pensiamo bene, anche noi ripetiamo di aver fede e di fidarci del Signore, ma, come dicevo prima, forse siamo ancora radicati ad una logica troppo umana per lasciarci incontrare e coinvolgere totalmente. Il Signore invece mantiene sempre le proprie promesse, anche quando crediamo che tutto sia perso. Anche quando crediamo che la morta l’ha avuta vinta sulla vita. Quel sepolcro vuoto, quelle bende ripiegate e adagiate sulla tomba, devono farci avere la consapevolezza che tutti noi abbiamo la possibilità, ogni giorno, di liberarci della morte e risorgere.

Chiediamo dunque al Signore la fiducia, che credo sia il dono più grande, poiché soltanto fidandoci veramente di Lui potremo fare largo alla Sua presenza nella nostra vita.

Con queste semplici parole, tutto il Team di SoulFood vi augura una serena Pasqua!!!

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