Caro Filografo, non è un dettaglio da poco

Caro Filografo,

Sono molti giorni che ripenso a quello che ti ho dettato. Hai scritto bene e sono fiero di te. Trascrivere nel dettaglio gli avvenimenti di quella notte non è un’impresa facile. Tuttavia, voglio parlarti di una cosa che mi è sfuggita. Una cosa che riguarda la cena del Giovedì, prima che Giuda ci tradisse, e che ritengo sia necessaria affinché il lettore comprenda meglio cosa successe quella sera.

Prima della cena eravamo entusiasti, felicissimi di passare la Pasqua a Gerusalemme, acclamati e ben voluti dalla gente. Sembrava che fosse veramente giunto il tempo della Liberazione. La Liberazione dagli invasori romani che tanto ci avevano oppresso.

Gesù, invece, sembrava assente, perso nei suoi pensieri, da un’altra parte. Erano giorni che vedevamo il suo sguardo offuscato, rattristato per un peso sconosciuto. Erano mesi che continuava a ripetere che a Gerusalemme gli sarebbe capitato il peggio, che lo avrebbero catturato, torturato e ucciso, eppure niente di tutto ciò gli era ancora accaduto. Il popolo lo adorava, pendeva letteralmente dalle sue labbra e le guardie non osavano toccarlo. Perché diceva che sarebbe morto?

Non mi capacitavo di questo, Filografo. Ogni volta che sembrava che stesse andando tutto per il meglio, il Maestro cominciava a parlare con un linguaggio tutto suo, incomprensibile.

Lui se ne sarebbe andato

Quella sera Gesù parlò tantissimo. Mi ricordo che rimanemmo nella stanza per ore, ascoltando la nostra guida parlare di tradimento, di carne, di sangue, di buio, di luoghi irraggiungibili e di nuovi comandamenti.

Lui se ne sarebbe andato. Questo era il punto. Ancora un poco e non l’avremmo più visto. Sarebbe tornato al Padre. Ci avrebbe abbandonati. Avrebbe mandato lo Spirito. Lo Spirito della verità.

Che cos’è la verità? Ti chiederai. Non è rilevante. Sarebbe stato lo Spirito a guidarci a tutta la verità, ci disse. Ci avrebbe fatto intraprendere un percorso, riferendoci le cose del Padre e annunciandoci quelle future.

Il Padre e lo Spirito

In quel momento ricordo di essermi chiesto cosa ci avrebbe potuto dire mai lo Spirito. Come se mi avesse letto nel pensiero, Gesù esclamò che lo Spirito non avrebbe fatto altro che ricordarci le cose che lui aveva detto. Avrebbe preso da quello che era suo e lo avrebbe annunciato di nuovo.

Chi era questo “Padre”? Lui e il Padre erano una cosa sola. Tutto quello che Gesù aveva, lo aveva anche il Padre. Per questo ci disse che lo Spirito avrebbe preso da quello che era suo e lo avrebbe annunciato a noi.

Insomma, tutto molto incomprensibile. Ci guardavamo, spaesati e spaventati, come se da lì a poco fosse dovuta scoppiare una catastrofe. Eppure, Filografo, quella fu la prima e ultima volta che Gesù ci parlò della sua famiglia. Della sua vera famiglia. Per questo ti scrivo con così tanta urgenza.

L’Amore che crea l’Uno

Subito non capii; ora, invece, quando guardo indietro, capisco che Gesù ci stava lasciando la cosa più importante che aveva: il suo amore per il Padre. Quell’amore così forte che faceva sì che Lui fosse un tutt’uno con il Padre.

E proprio l’Amore, manifestato dallo Spirito, era l’eredità pensata per i suoi amici, di noi, perché ci ricordassimo di lui da lì in avanti. Niente conquiste, niente regni, niente romani uccisi. Solo un amore incontenibile, più forte di qualsiasi sconfitta. L’amore testardo e indissolubile di un solo Dio in tre persone.

Ecco, volevo dirti questo, Filografo, nient’altro. Eppure, non è un dettaglio da poco e mi sembrava giusto scriverlo. Detto ciò, spero che tu stia guarendo dalla leggera influenza di qualche giorno fa e ti auguro una buona serata.

Un abbraccio.

Il tuo caro amico e confidente,

Giovanni


Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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