Lasciarsi guardare dall’amore

Lasciarsi guardare dall'amore

Un uomo lascia tutto per seguire un estraneo, lo segue per mesi, per anni, e un bel giorno si trova ad essere uno dei tre prescelti, uno delle tre persone più fortunate al mondo.

Provo, con fatica, a immedesimarmi in lui, me lo immagino che scala la montagna accanto a Gesù, curioso e spaventato allo stesso tempo. Si aspetta qualcosa di grande, qualcosa di incredibile, ma le nostre aspettative sono sempre vuote di fronte all’operato di Dio. Quando arriva sulla vetta è così stanco che, insieme ai suoi compagni, crolla addormentato mentre il suo maestro prega. Quello stesso maestro che lo chiamerà, di lì a poco, Satana, quello stesso uomo che prega sentendo l’ora della prova corre incontro a grandi passi e le tentazioni avanzare sempre più forti.

Ciò che Pietro si trova innanzi poco dopo è il sogno di ogni Cristiano, quel miracolo che ti cambia la vita, che illumina la tua strada e ti indica la via. Quante volte mi sono sorpreso alla ricerca di un segno, di una luce che, seppur flebile, mi indicasse la scelta giusta. Innumerevoli sono i momenti in cui mi sono interrogato sulla mia fede; in molte di quelle occasioni ho pensato che avrei voluto essere al posto di coloro che con Gesù ci hanno parlato, che l’hanno visto muoversi, agire, amare.

Pietro quella fortuna l’ha avuta, e non solo, lui era destinato ad essere capo della Chiesa, punto fermo di una comunità che ancora era lungi dal nascere. Uomo tutto d’un pezzo, santo proprio perché umano fin nel midollo, trasparente e spontaneo da risultare, a volte buffo.

Pietro non è così diverso da noi

Eppure, quel Pietro che sulla cima di un monte esprime ad alta voce i suoi pensieri sconnessi non era poi così diverso da ciascuno di noi. C’è una cosa che mi stupisce ogni volta che mi trovo di fronte a questi versetti: Pietro, Giovanni e Giacomo non subiscono alcun cambiamento grazie a ciò che vedono quel giorno. La loro vita non cambia dopo quella visione, così come non cambia in maniera radicale nemmeno dopo i miracoli a cui assistono.

Prima di salire su quel monte non erano pronti ad accettare la Passione di Cristo, non lo saranno dopo aver ammirato la trasfigurazione del Messia e non lo saranno nel Getsemani quando quello stesso Messia piangerà lacrime amare pregando il Padre suo; allo stesso modo il mondo non era pronto ad accettare ciò che loro avevano visto, quello stesso mondo a cui Gesù intima loro di tacere ciò che hanno vissuto.

Forse non abbiamo bisogno di grandi eventi

Siamo sempre intenti a cercare grandi eventi, grandi uomini, frasi ad effetto che ci colpiscono, miracoli inspiegabili che ci stupiscono; forse, ciò che veramente può cambiare la nostra esistenza, è la percezione dell’amore di Dio nella nostra vita quotidiana. Pietro da’ inizio al suo cambiamento dopo aver incrociato lo sguardo di Gesù che lo guarda, consapevole che quegli occhi l’hanno appena rinnegato tre volte; non vi è guarigione miracolosa in quello sguardo, non vi è nessun evento eroico nella debolezza di Simone.

Forse anche noi siamo chiamati a questo, forse dovremmo soltanto lasciarci guardare con amore laddove sappiamo esserci le nostre più vergognose debolezze, perché soltanto attraverso l’amore troveremo la fede e il senso di essa e allora i miracoli avranno un gusto nuovo, non sentiremo più il bisogno di costruire tre capanne in cima a un monte per stare in compagnia della meraviglia del mondo. Quello sguardo che cambia la vita può passare attraverso qualsiasi cosa e attraverso chiunque, non conta essere di duemila anni in ritardo perché lui è presente nel mondo anche oggi, milioni di volte ogni secondo e non cesserà mai di aspettarci, prima o poi dovremo voltarci a guardarlo e non potremo più sfuggire al suo perdono.


Dal Vangelo di Luca (Lc 9, 28-36)

28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. 32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. 35 E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo». 36 Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Rispondi