Lettura per le vacanze estive

“Gesù chiamò un bambino, lo mise in mezzo a loro e disse: «Se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete mai nel Regno dei Cieli”. ( Matteo 18,3)

E’ arrivato Luglio, mentre il caldo cocente ci fa compagnia da parecchi giorni ormai, facendoci venire voglia di mollare tutto e trasferirci in qualche luogo fresco, rilassante e silenzioso. Chissà quanti di voi hanno già programmato le vacanze e chissà quanti altri fortunati stanno già godendosi il meritato riposo dopo tanto lavoro.

Ma qual è il nesso tra l’inizio delle vacanze ed il passo in cui Gesù ci chiede di tornare ad essere dei bambini?

Il Piccolo Principe

In questi giorni mi sono imbattuto nella lettura de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Sant Exupèry, che parla proprio di questo. Antoine era un aviere che non aveva mai smesso di sognare, e soprattutto di arrossire di fronte alle emozioni. Durante una trasvolata sul nord Africa, e nel bel mezzo del deserto Sahara, ebbe un’avaria al proprio motore. Dopo un atterraggio d’emergenza, si ritrovò, da solo e soltanto con dell’acqua a sufficienza per una settimana, a dover riparare il proprio motore a costo della vita. In questa settimana di solitudine ritrovò il piccolo sé, identificato nella figura allegorica del Piccolo Principe. Questo piccolo di sei anni, proveniente da un asteroide chiamato B612 decise di partire per il pianeta terra per trovare dei veri amici; qui incontra appunto l’autore.

Antoine apprende da lui che soltanto dedicando del tempo alle piccole cose facciamo sì che le stesse diventino importanti, ma soprattutto apprende che non si ha miglior vista di quella del cuore, poiché soltanto l’essenziale è invisibile agli occhi.

Ritornare all’essenziale

Questo, che Antoine de Sant Exupèry riesce a cogliere nel suo periodo di solitudine, è proprio ciò che ci chiede il Signore: tornare ad essere piccoli, ritornare ad apprezzare le piccole cose, e cominciare a guardare davvero la vita con il cuore e non con gli occhi, poiché Lui, l’Essenziale, è davvero visibile soltanto per chi lo cerca col cuore.

L’essere in vacanza, è un lasciarsi andare liberamente al riposo, un divenire capaci di guardare al mondo con uno sguardo più sereno e rilassato, rimettendosi in discussione e trovando un nuovo equilibrio. La parola “vacanza” deriva appunto dal latino “vacuum”, che vuol dire spazio vuoto. Ed è proprio dentro questo spazio vuoto che bisognerebbe ritrovare quella parte di noi espressa da Antoine de Sant Exupèry: il saper tornare ad essere bambini. 

Ma come può il Signore chiederci, alla nostra età, dopo tutte le esperienze che abbiamo vissuto, le delusioni che abbiamo patito, di tornare ad essere bambini?

Tornare ad “essere come bambini”, oggi

Sembra una proposta impossibile da attuare, poiché crediamo che la vita ci ha forgiato in maniera irreparabile, e ci ha reso talmente impassibili a ciò che accade intorno a noi da non più poter tornare a vivere con la spensieratezza di un bambino, il quale riesce a godere anche della bellezza di una goccia d’acqua che pende da un petalo di rosa, o come il Piccolo Principe, di godere della bellezza di quarantrè tramonti al giorno senza stancarsi mai.

Ma il Signore non fa mai proposte indecenti; qualunque cosa ci chieda non è altro che un invito a vivere una vita in pienezza e gioia.

Tornare ad essere bambini non significa tornare ad essere “infantili”,  ma significa semplicemente, come ci ricorda Italo Calvino, cominciare a prendere la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore; tornare ad essere bambini è  anche ricominciare anche a stupirci delle meraviglia della vita.

Ricominciare a stupirci delle piccole cose è uno dei canali con il quale riusciamo a comunicare con il Signore; stupirci crea emozione, ti da la possibilità di ricominciare a “vedere” col cuore, e vedere col cuore ci permette di vedere Colui che è l’Amore per eccellenza.

Essere bambini, per concludere, è anche ritornare a donare senza volere nulla in cambio. Chi se non un bambino riesce a donare qualcosa, soltanto per il piacere di farlo?

L’augurio che il team di SoulFood vuole farvi, è che in queste vacanze possiate creare quel “vacuum”che è luogo d’incontro. Nel vuoto ci si riscopre, nel vuoto si riscopre.

Che questo vuoto possa essere un luogo anche per riscoprirvi bambini, e per tornare a saper gioire delle piccole cose.

Buone vacanze!!!

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